Insufficienza renale

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Con il termine insufficienza renale si fa riferimento a una condizione in cui i reni non riescono a regolare l’equilibrio idrico e salino, eliminare acidi e scorie dall’organismo e produrre gli ormoni necessari, come l’eritropoietina. In poche parole, i reni non riescono più a svolgere la propria funzione.

I diversi tipi di insufficienza renale

L’insufficienza renale può essere di tipo acuto o cronico.

Si parla di insufficienza renale acuta quando la sua insorgenza è rapida (da poche ore a pochi giorni) e reversibile solo se trattata tempestivamente. In caso contrario, può rivelarsi letale. 

L’insufficienza renale cronica, invece, è caratterizzata da un’insorgenza lenta, ma anche da irreversibilità, poiché la sintomatologia compare solo in stadio avanzato, quando le uniche opzioni di trattamento solo la dialisi o il trapianto di rene. Tuttavia, talvolta, è possibile rallentarne il decorso.

Le cause dell’insufficienza renale?

Nel caso di insufficienza renale acuta, le cause possono essere diverse.

  1. Danni ai reni causato da:
  • Trombosi a livello renale
  • Infiammazione legata a malattie autoimmuni, quali glomerulonefriti e vasculiti
  • Infezioni
  • Assunzione di chemioterapici, antibiotici, farmaci anti-infiammatori e altri farmaci
  • Mieloma multiplo

Contatti con composti tossici, come metalli pesanti e droghe

  1. Insufficiente apporto di sangue ai reni dovuto a:
  • Insufficienza epatica
  • Emorragia
  • Disidratazione
  • Ustioni
  • Insufficienza cardiaca
  • Shock circolatorio (a seguito di infezione o reazione allergica)
  1. Ostruzione delle vie urinarie, che l’espulsione dell’urina dall’organismo, dovuta a:
  • Ipertrofia prostatica benigna
  • Calcolosi renale
  • Danni ai nervi che controllano la vescica
  • Tumori delle vie urinarie

L’insufficienza renale cronica, invece, può essere dovuta a una delle seguenti cause:

  • Diabete
  • Depositi di colesterolo nei vasi renali (aterosclerosi)
  • Glomerulonefriti e vasculiti 
  • Malattia policistica renale e altre malattie genetiche (ad es. Malattia di Fabry e sindrome di Alport)
  • Mieloma multiplo
  • Ostruzione prolungata del tratto urinario, causata da tumori, calcolosi renale o ipertrofia prostatica benigna
  • Ipertensione arteriosa
  • Reflusso vescico ureterale
  • Pielonefrite, una infezione cronica del rene
  • Tossicità da farmaci, spesso chemioterapici

I sintomi dell’insufficienza renale

Nel caso dell’insufficienza renale acuta i sintomi includono:

  • Gonfiore di gambe, caviglie o piedi dovuto a ritenzione idrica;
  • Sonnolenza;
  • Fiato corto dovuto a un’edema polmonare, ovvero a un accumulo di liquidi nei polmoni;
  • Affaticamento
  • Confusione mentale
  • Volume delle urine ridotto 
  • Convulsioni o coma (nei casi più gravi)

Nel caso dell’insufficienza renale cronica, invece, i sintomi non sono specifici, ma insorgono gradualmente e vengono spesso confusi con quelli di altre patologie. Diventano evidenti solo negli stadi più avanzati della malattia e includono:

  • Nausea e vomito
  • Perdita di appetito
  • Ipertensione
  • Affaticamento e debolezza
  • Difficoltà nel prendere sonno
  • Volume delle urine ridotto
  • Confusione mentale
  • Contrazioni muscolari involontarie
  • Fiato corto dovuto a un’edema polmonare, ovvero a un accumulo di liquidi nei polmoni;
  • Gonfiore a piedi e caviglie
  • Prurito persistente

La diagnosi di insufficienza renale

La diagnosi dell’insufficienza renale passa attraverso i seguenti esami:

  • Esami del sangue
  • Esami delle urine
  • Ecografia
  • Scintigrafia
  • Biopsia renale (solo in determinati casi)

Opzioni di trattamento

Per trattare l’insufficienza renale acuta è necessario intervenire tempestivamente, eliminando la causa scatenante (disidratazione, infezione, assunzione di determinati farmaci etc) e trattando tutte le complicanze che insorgono parallelamente, come:

  • Edema polmonare; 
  • Acidosi, ovvero un’eccessiva acidità del sangue;
  • Iperpotassiemia, ovvero un eccesso di potassio che può essere tossico per il cuore. 

A tale scopo si procede a:

  • Bilanciare i fluidi corporei, tramite la somministrazione di liquidi o di farmaci diuretici;
  • Somministrare farmaci o soluzioni endovenose per abbassare i livelli degli acidi e del potassio nel sangue;
  • Effettuare una dialisi temporanea per eliminare le tossine accumulate, opzione che viene presa in considerazione quando la terapia medica non risulta più efficace.

L’insufficienza renale cronica invece richiede l’intervento del medico al fine di rallentare il decorso della malattia. Ciò è reso possibile dal controllo di determinati fattori che si sono dimostrati responsabili della sua progressione, come ad esempio:

  • Trattamento adeguato della malattia di base, come la glomerulonefrite;
  • Controllo della pressione arteriosa;
  • Controllo della glicemia se il paziente è diabetico;
  • Controllo dell’acidosi;
  • Dieta ipoproteica, ove necessario;
  • Controllo dei farmaci assunti dal paziente, evitando il più possibile la somministrazione di farmaci nefrotossici (i farmaci anti-infiammatori ne sono un esempio);
  • Prevenzione della nefrotossicità da mezzo di contrasto in occasione di alcune procedure radiologiche

Le complicanze dell’insufficienza renale cronica, più comuni sono l’anemia, che va trattata con la supplementazione di ferro ed eritropoietina, e la malattia minerale-ossea, che va trattata controllando il bilancio di calcio-fosforo e l’acidosi.

Nei casi più gravi, ovvero quando il trattamento medico non risulta più efficace o sufficiente, le uniche opzioni valide a disposizione sono la dialisi o il trapianto.