
Oggi esistono molte opzioni per il trattamento tra cui l’impianto cocleare che può contribuire a migliorare la qualità della vita anche nelle persone con forme gravi di sordità, che non traggono beneficio dalle convenzionali protesi acustiche.
Ne parliamo con la dottoressa Patrizia Peluso, medico chirurgo, specializzata in Audiologia e Foniatria presso la Clinica Sedes Sapientiae.
Sordità: quali sono le cause della perdita dell’udito?
L’ipoacusia è una condizione caratterizzata dalla riduzione più o meno grave della capacità di percepire i suoni. Si tratta di una condizione causata da molteplici fattori, che può avere un impatto significativo sulla qualità della vita. Le cause della sordità possono essere congenite e acquisite.
Nelle forme congenite, cioè presenti alla nascita o che si sviluppano durante la vita intrauterina, la sordità può essere causata da fattori genetici, infezioni materne come la rosolia o il citomegalovirus.
Nelle forme acquisite, invece, la sordità si sviluppa nel corso della vita e può essere associata a:
- danni alle cellule ciliate dell’orecchio interno causati dall’esposizione prolungata a suoni molto intensi
- alcune infezioni virali
- l’uso prolungato e in dosi importanti di farmaci ototossici, tra cui alcuni antibiotici e chemioterapici
- l’invecchiamento, che è un fattore determinante nella perdita uditiva
- traumi cranici gravi con lesioni alla rocca petrosa o traumi della membrana timpanica o che coinvolgano la catena ossiculare.
I test di screening uditivo nei neonati e successivamente gli esami audiometrici veri e propri sono essenziali al fine di identificare precocemente eventuali deficit e adottare terapie e trattamenti adeguati. L’esame audiometrico rappresenta lo strumento principale per valutare la capacità di percepire i suoni a diverse frequenze (Hz) e intensità (dB), consentendo di determinare contemporaneamente anche il grado e il tipo di perdita uditiva, che può essere mono o bilaterale, neurosensoriale pura o trasmissiva, in alcuni casi anche mista.
Impianti cocleari e altre terapie per la sordità
Le opzioni terapeutiche per la sordità variano a seconda della causa e della gravità della perdita uditiva. Gli apparecchi acustici rappresentano una delle soluzioni più comuni per amplificare i suoni e migliorare la capacità uditiva nei pazienti con perdite da lievi a severe. Nei casi di sordità profonda presente dalla nascita o acquisita nel corso della vita, gli impianti cocleari possono offrire una soluzione incredibilmente efficace: si tratta di dispositivi elettronici impiantati chirurgicamente che, a differenza delle protesi acustiche tradizionali che amplificano il suono, trasformano i suoni in segnali elettrici inviati direttamente al nervo acustico. In questo modo, gli impianti cocleari permettono di ripristinare l’udito in persone che non hanno beneficio dall’uso delle tradizionali protesi acustiche. Inoltre, le tecnologie definite assistive, come telefoni adattati o sistemi di domotica e app, possono facilitare la comunicazione quotidiana nelle persone con sordità. Anche la riabilitazione uditiva, da eseguirsi con un logopedista, rappresenta un aspetto essenziale nel miglioramento della qualità della vita delle persone affette da sordità, insieme al supporto psicologico.
Si può prevenire la sordità?
Si può limitare il rischio di sordità congenita, cioè quella causata da infezioni materne, aderendo alle vaccinazioni contro malattie come la rosolia. Durante l’arco della vita, a ogni età, è consigliabile proteggere l’udito ed evitare l’esposizione a rumori eccessivi, utilizzando dispositivi di protezione individuale in caso di lavori in ambienti rumorosi e limitando l’uso di auricolari e cuffie a volumi elevati.
Infine, trattare tempestivamente le otiti può ridurre il rischio di complicanze che potrebbero compromettere l’udito, mentre effettuare controlli periodici dell’udito dopo i 50 anni può contribuire a una diagnosi e trattamento precoce per evitare l’isolamento e il disagio causato dalla perdita dell’udito.